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Open Data, la regione Emilia Romagna presenta il suo portale

Da oggi anche la regione Emilia Romagna ha finalmente un portale per mettere a disposizione i suoi dati in formato aperto. Presentata la nuova versione di dati.emilia-romagna.it.

L'open data piace alla PA italiana. Dopo Piemonte, Lombardia e Veneto (tra le altre) anche la regione Emilia Romagna ha finalmente un suo portale per mettere a disposizione i suoi dati in formato aperto. L'iniziativa emilana si colloca nell'ambito del Piano Telematico Regionale 2011-2013 con un obiettivo dichiarato: «garantire una sempre maggiore trasparenza dell’amministrazione e valorizzare il patrimonio informativo delle pubbliche amministrazioni, rafforzando l’accessibilità e la partecipazione».

Per il momento dal sito si possono scaricare solo dati grezzi (raw), ma in previsione c'è anche l'estensione a dati linkati tra loro. I set di dati attuali riguardano prevalentemente la cartografia e alcune statistiche demografiche. Per poterli scaricare bisogna sottoscrivere un contratto di licenza, ma tramite il sito si possono fare dei commenti e mandare delle proposte sull'utilizzo di questi dati. Nel comunicato della Regione si legge: «L’iniziativa sugli open data della Regione Emilia-Romagna si avvale anche di un accordo sottoscritto con la Regione Piemonte per il riuso dei componenti tecnologici dei rispettivi portali e la loro “evoluzione” congiunta. Questo permette anche uno scambio di informazioni ed esperienze su aspetti organizzativi e regolamentari. La Regione Emilia-Romagna partecipa inoltre attivamente al progetto interregionale del CISIS “Open Data Italia”, con il coinvolgimento di numerose Regioni italiane. Tra le attività relative al rafforzamento del diritto di accesso ai dati, previsto dal PiTER 2011-2013, c’è anche il progetto di realizzazione del portale regionale dei dati geografici (“Geoportale”), in un’ottica di open data e di integrazione con il portale».

Quanto questi dati sono davvero direttamente utilizzabili da cittadini e professionisti dei media? L'impressione è che ci vorrà ancora parecchio lavoro, ma il segnale è positivo perché conferma la tendenza all'apertura che si sta diffondendo nella pubblica amministrazione in Italia.

(Marco Trotta)

18/10/2011 10:03
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